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Il progetto Jolly

Progetto JollySono circa 30 i soggetti svantaggiati che dal 2003 ad oggi sono stati reinseriti nel mondo del lavoro grazie al progetto Jolly, gestito dalla Cooperativa sociale Cristoforo. La sperimentazione, nata sul territorio della Bassa Valdisieve nei Comuni di Pontassieve, Pelago e Rufina, su progettazione di S.A.A.S. (Servizi di Assistenza Sociale Associati), Ser.t. e A.S.L., ha come obiettivo quello di creare percorsi terapeutici e riabilitativi per persone con problemi familiari, di tossicodipendenza, depressione, psicologici e fisici. La collaborazione, pluriennale, tra AER e Cristoforo ha l’obiettivo di formare squadre che si occupano della manutenzione delle strutture ludiche all’interno dei 48 parchi gioco nei comuni di Rufina, Pontassieve e Pelago, ed anche della cura del verde. Il progetto è nato in risposta a due esigenze molto particolari: una a carattere sociale, per permettere a soggetti “svantaggiati” di avere una seconda chance per entrare nel mondo lavorativo; l’altra per avvicinare le Pubbliche Amministrazioni alle problematiche territoriali ed ai cittadini.

Dal 2006, visti i buoni risultati raggiunti e la percezione dell'efficacia di tale progetto, il Jolly è diventato un servizio di manutenzione ordinaria delle strutture ludiche dei parchi gioco, commissionato da Aer. Il progetto è stato un “trampolino di lancio” per circa il 60 % delle persone che vi hanno partecipato. Infatti, in quasi 10 anni la collaborazione TRA AER e la Cooperativa Cristoforo, per il mantenimento dei parchi gioco, ha permesso il reinserimento nel mondo del lavoro al di fuori della cooperativa di 8 persone, mentre 6 dopo il percorso di riabilitazione sono andati in altre strutture per implementare altre competenze oltre a quelle lavorative, 9 hanno trovato uno sbocco lavorativo all'interno dei servizi della cooperativa Cristoforo stessa e 3 ancora adesso sono inserite in fasi diverse del progetto.

Questi gli obiettivi specifici del progetto.

Il primo, a carattere sociale, è permettere a persone che hanno vissuto momenti di criticità importanti nel loro percorso di vita, alcuni dei quali percepiti come "devianti", di avere una seconda chance per potersi rimettere in discussione ed entrare o rientrare nel mondo lavorativo, attraverso un percorso individualizzato in cui rientra l'inserimento terapeutico. Questo obiettivo mira, quindi, a recuperare e approfondire competenze professionali e modalità relazionali tipiche dei contesti lavorativi, ponendo particolare attenzione allo sviluppo di un clima di fiducia e accoglienza con l'operatore di riferimento, insieme ad una risposta concreta alla necessità di effettuare una manutenzione ordinaria sulle strutture ludiche dei parchi gioco pubblici dei tre comuni della bassa Valdisieve.

Il secondo Obiettivo è quello di mettere in sicurezza e garantire il corretto stato di conservazione delle strutture ludiche, delle panchine e delle staccionate presenti sui parchi pubblici. Vengono, quindi, svolte dalla Squadra Jolly le attività di manutenzione, che non richiedono specializzazioni specifiche, insieme a un monitoraggio costante. Trascurare le strutture ludiche, le panchine e le staccionate dei parchi pubblici causa, oltre che un peggioramento da un punto di vista estetico della struttura, con un funzionamento non corretto dovuto al danneggiamento o usura di alcuni componenti, può mettere a rischio la sicurezza dei bambini, i principali fruitori di tali strutture. Grazie all'intervento della squadra, che dedica per lo meno un giorno la settimana ad un giro di monitoraggio completo dei parchi, è possibile avere sotto controllo continuo tutte le strutture; così i tempi di riparazione si riducono e si garantisce, per quanto possibile, l'agibilità del gioco.

Parco giochi Progetto JollyTerzo Obiettivo del progetto è quello di garantire, oltre al corretto funzionamento, alla messa in sicurezza e alla cura estetica delle strutture ludiche, anche una pulizia costante dei parchi gioco in collaborazione e su segnalazione di Aer. I parchi vengono monitorati per il  mantenimento in buon stato tutti gli ambienti interessati, sia per ciò che riguarda una pulizia di supporto successiva al normale sfalcio dell'erba, sia per interventi di pulizia straordinaria come bottiglie, giornali ecc.. Quarto obiettivo, trasversale all'inserimento lavorativo degli utenti, è quello di sensibilizzare la popolazione facendola entrare in contatto con questi particolari soggetti nel loro ambiente lavorativo, permettendo così la diffusione di buone pratiche sociali. La squadra viene a contatto con i cittadini, che si confrontano con i giovani impegnati nella manutenzione e li impiagno anche come tramite per avere una comunicazione diretta e mirata con la Pubblica Amministrazione.

Metodologie
La "squadra" di lavoro è costituita da tre soggetti, di cui un responsabile, che svolge funzioni sia coordinative che di rapporto e comunicazione sociale e due persone, individuate e segnalate dai servizi invianti (Ser.t - Asl - Servizi sociali comunali). Le persone segnalate, a seconda della necessità, compatibilmente con l'organizzazione del lavoro e con le caratteristiche degli utenti possono anche essere tre, ma non in numero superiore, in quanto c'è il rischio di inficiare il rapporto e il lavoro riabilitativo che compie l'operatore. Questi tre soggetti lavorano su un progetto in modo sinergico con modalità comunicative e rapporti “dipendenti”.
Per quanto riguarda la situazione dei parchi, si è reso necessario un monitoraggio continuo di tutte le strutture: un giorno la settimana è utilizzato per verificare lo stato dei parchi e tenere sotto controllo tutte le aree, mentre gli altri quattro servono per realizzare i piani di lavoro settimanali. Così i tempi di riparazione si riducono e si garantisce, per quanto possibile, l'agibilità del gioco. Le ore di lavoro giornaliere sono tre (dal lunedì al venerdì), che vengono effettuate principalmente di mattina, quando i parchi sono meno affollati e quindi c'è più libertà di intervento.

Il lavoro portato avanti dagli operatori è da considerarsi su due livelli come previsto dal progetto; un livello più tecnico di passaggio di nozioni per il sostegno dell'azione di manutenzione e di trasmissione di competenze professionali; un altro livello basato sullo stabilire una relazione di fiducia, costruire un clima lavorativo accogliente, prendersi carico dei vissuti e dei bisogni degli utenti e riuscire a monitorare la percezione affettivo-relazionale di questi nei confronti del servizio. Questo tipo di lavoro svolto dagli operatori è supportato da materiale atto all'osservazione e la gestione della squadra e del lavoro tecnico. Sul piano metodologico lo strumento intorno al quale vengono sviluppati questi percorsi è il progetto individualizzato di inserimento socio-terapeutico, che prevede specifiche azioni di sostegno ed accompagnamento atte a facilitare per ogni persona il percorso di inserimento lavorativo socio-terapeutico. Il piano operativo, la dimensione di lavoro dipendente, il clima di squadra lavorativa e anche le modalità relazionali di "colleghi di lavoro" è insieme fine e strumento per realizzare il lavoro "sociale", che viene sviluppato tramite la realizzazione pratica delle azioni di manutenzione delle strutture ludiche all'interno dei parchi gioco del fondo valle, nei comuni di Pontassieve, Pelago e Rufina.